LA PROPOSTA DEL GOVERNO IN CONFERENZA UNIFICATA SULLA REGOLAZIONE DEL SETTORE DEI GIOCHI

A distanza di un anno dall’avvio del confronto, in Conferenza Unificata, il Governo ha presentato un documento sulla regolazione del settore dei giochi. Nel documento, dopo aver ricordato le scelte già fatte, vengono avanzate tutta una serie di proposte con lo scopo di “realizzare una forte riduzione dell’offerta attraverso una sensibile contrazione e concentrazione dei punti di vendita e un innalzamento dei loro standard qualitativi in un’ottica di contrasto al gioco d’azzardo patologico”.

La proposta è articolata in 6 punti:

  1. Ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita.

Questo obiettivo verrebbe perseguito innanzi tutto con l’eliminazione, entro il 31 dicembre 2017, dell’offerta di gioco dagli esercizi generalisti secondari (es: alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, circoli privati). Inoltre è prevista, nell’arco di 3 anni, una progressiva riduzione delle slot presenti nei bar e nelle tabaccherie, fino alla loro totale eliminazione. Gli apparecchi resterebbero soltanto negli esercizi in grado di ottenere la certificazione come categoria A (le caratteristiche di questi esercizi verranno indicate in un successivo punto). La decisione di ridurre di almeno il 30% il numero delle slot verrebbe anticipata al 31 dicembre 2017, con decreto del MEF che dovrebbe essere emanato entro il 30 giugno prossimo. Questo provvedimento comporterebbe la riduzione del numero delle macchinette presenti a poco più di 264mila, quindi una riduzione di circa il 35%.

Dal 1 gennaio 2018 il numero degli apparecchi risulterebbe così distribuito:

 Regione App.al

31/7/2015

App. al

31/12/2016

App. al

31.12.2017

ABRUZZO 10.201 10.917 7.141
BASILICATA 3.730 4.030 2.611
CALABRIA 16.853 17.735 11.797
CAMPANIA 39.171 41.876 27.420
EMILIA ROMAGNA 31.781 35.530 22.247
FRIULI VEN. GIULIA 8.466 9.107 5.926
LAZIO 37.831 41.765 26.482
LIGURIA 10.129 10.702 7.090
LOMBARDIA 58.790 63.287 41.151
MARCHE 9.396 9.935 6.577
MOLISE 2.449 2.633 1.714
PIEMONTE 27.284 28.746 19.099
PUGLIA 23.296 25.067 16.307
SARDEGNA 13.816 15.084 9.671
SICILIA 20.101 21.544 14.071
TOSCANA 22.941 24.098 16.059
TRENTINO A. ADIGE 4.020 4.330 2.814
UMBRIA 5.319 5.911 3.723
VAL D’AOSTA 749 798 524
VENETO 31.786 34.228 22.250
Totale 378.109 407.323 264.674
 

La previsione è quella di avviare la riduzione partendo dagli esercizi che ne detengono un numero più elevato e che presentano condizioni di agibilità non adeguate. Per le circa 264mila AWP rimanenti viene prevista la sostituzione per rottamazione con le AWPR, entro il 31 dicembre 2019.

  1. Innalzare il livello qualitativo dei punti di gioco.

Per il raggiungimento di questo obiettivo viene istituita la certificazione del punto di gioco. Per ottenere la certificazione come categoria A sono previsti tutta una serie di condizioni che consentano: un accesso selettivo all’ingresso della sala con identificazione del soggetto mediante documento di identità e Carta Nazionale dei Servizi, il possesso di standard di arredo interno e segnaletica esterna, il rispetto di alcuni vincoli architettonici, un collegamento diretto con i presìdi di polizia nonché la presenza di apparati di videosorveglianza interni. Viene inoltre prevista una specifica formazione degli addetti, l’obbligo di segnalazione dei soggetti patologici ai servizi sociali del comune, la tracciabilità completa e totale delle giocate e delle vincite. Alle regioni ed agli enti locali viene anche lasciata la possibilità di prevedere che, nell’ambito della loro quota di offerta di gioco, questa venga concentrata in un numero limitato di “luoghi di gioco” considerati più sicuri.

  1. Definire un sistema di regole in materia di distanze, orari e di controlli.

Il documento prevede di affidare agli enti locali la facoltà, per i nuovi esercizi, di applicare la distanza (calcolata in base al percorso pedonale più breve) a 150 metri da scuole, luoghi di culto, SerT. Inoltre, per quanto riguarda gli orari, la possibilità di stabilire delle fasce orarie quotidiane di interruzione del gioco, la cui somma non potrà essere maggiore di 6 ore al giorno. Viene previsto, inoltre, un consistente incremento dei controlli contro il gioco illegale, anche attraverso l’utilizzo della polizia locale, con la predisposizione di un apposito potere sanzionatorio e l’attribuzione dei relativi proventi ai comuni.

  1. Accentuare l’azione preventiva e di contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Per dare attuazione a questa azione viene previsto, da un lato, l’incremento delle risorse finanziarie, dall’altro tutta una serie di iniziative a partire dall’apertura di un confronto a livello europeo per ottenere un’adeguata legislazione comunitaria. Per quanto concerne le nuove AWPR viene previsto che il loro utilizzo avvenga esclusivamente con Carta Nazionale dei Servizi o Tessera Sanitaria e che mantengano le caratteristiche di bassa giocata e bassa vincita. Le stesse dovrebbero, inoltre, essere dotate di meccanismi che consentano, ad esempio, autolimitazioni in termini di tempo e di spesa nonché messaggi automatici che evidenzino la durata del gioco. Per le VLT viene ipotizzata l’eliminazione di giocate superiori a 100 euro.

  1. Completare l’intervento normativo e di modernizzazione del settore giochi.

Vengono previsti tutta una serie di interventi normativi, tre questi anche una revisione  della disciplina dei casinò e lo studio di modalità per il rilancio del settore ippico.

  1. Assicurare un constante monitoraggio dell’applicazione della riforma.

Si prevede, tra l’altro, la istituzione di una banca dati sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio, banca dati alla quale possano accedere anche i comuni.

La proposta prevede che i contenuti del documento vengano raccolti, entro il 30 giugno 2017, all’interno di un apposito decreto legislativo.

Precedente PROPOSTA DEL GOVERNO ALLA CONFERENZA UNIFICATA DEL 2 FEBBRAIO 2017 Successivo DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GIOCHI. LE MODIFICHE AL TESTO DEL DECRETO LEGGE APPROVATE IN COMMISSIONE ALLA CAMERA