REGIONE TOSCANA: LE MODIFICHE ALLA LEGGE SUL GIOCO

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 5 del 31 gennaio 2018 è stata pubblicata la legge regionale 23 gennaio 2018 n. 4, avente per oggetto “Prevenzione e contrasto delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico. Modifiche alla l.r. 57/2013”.
Di seguito vengono riportate le modifiche più significative apportate alla legge del 2013.
Innanzi tutto il legislatore ha voluto modificare il titolo della legge, sostituendo il termine “ludopatia” con “gioco d’azzardo patologico”, per cui il titolo della legge sarà Disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Detta sostituzione di termini vale anche per altre parti del testo ove compare il termine “ludopatia”.
Nel preambolo della legge vigente è stato inserito un riferimento all’intesa approvata in sede di Conferenza unificata il 7 settembre 2017, rammentando che l’intesa ha l’obiettivo di ridurre i punti gioco nel territorio nazionale, fa salve le disposizioni adottate dalle Regioni ai fini della prevenzione del gioco d’azzardo patologico.
L’articolo 4 della legge è stato completamente sostituito dal nuovo articolo 4 che ha come rubrica sempre “Distanze minime”. Le modifiche sono notevoli e riguardano diversi aspetti.
Viene rivisto ed allungato l’elenco dei c.d. luoghi sensibili. In precedenza la legge vietava l’apertura di centri scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro ad una distanza inferiore a 500 metri da: luoghi di culto, istituti scolastici di qualsiasi grado, centri socio-ricreativi e sportivi o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale.
Con le modifiche introdotte vengono inseriti anche: istituti di credito e sportelli bancomat; esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati. E, per quanto concerne gli istituti scolastici, la legge specifica che sono comprese le scuole dell’infanzia, nonché i nidi d’infanzia.
Inoltre la nuova formulazione del comma 1, dell’articolo 4, vieta non solo l’apertura ma anche la nuova installazione di apparecchi per il gioco lecito.
Nei successivi commi 4 e 5, sempre dell’articolo 4, la legge specifica che per nuova installazione si deve intendere
il collegamento dei medesimi alle reti telematiche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli
ed anche
a) la stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto in essere;
b) l’installazione dell’apparecchio in altro locale in caso di trasferimento della sede dell’attività.
La legge prevede anche che i comuni possano individuare altri luoghi sensibili, sulla base di aspetti connessi al contesto urbano e alla sicurezza, nonché a questioni relative alla viabilità, all’inquinamento acustico ed il disturbo della quiete pubblica.
All’articolo 5, relativamente al divieto di pubblicità, viene aggiunto un comma con il quale viene vietata qualsiasi attività pubblicitaria riguardo all’apertura o all’esercizio di spazi per il gioco con vincita in denaro o centri di scommesse.
La rubrica dell’articolo 6Obblighi dei gestori – viene corretta in Obblighi dei gestori e del personale e, dopo il comma 3, vengono aggiunti i commi 3 bis e 3 ter con i quali si prevede, per i gestori di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro, l’obbligo di partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento e di iscrivere a detti corsi anche il personale. Per il personale è disposto l’obbligo di partecipare ai corsi ai quali viene iscritto.
Anche l’articolo 7, dedicato alla Formazione, è stato completamente riscritto.
Sarà la Giunta regionale a disciplinare i corsi di formazione, obbligatori per i gestori ed il personale addetto, definendo tempi e modalità. I costi dei corsi saranno a carico dei soggetti gestori.
I corsi di formazione dovranno essere finalizzati:
a) alla prevenzione e riduzione del gioco patologico, attraverso il riconoscimento delle situazioni di rischio;
b) all’attivazione della rete di sostegno;
c) alla conoscenza generale della normativa vigente in materia di gioco lecito, con particolare riguardo alla disciplina sanzionatoria e alla eventuale regolamentazione locale.
Dopo l’articolo 8 relativo a Campagne di informazione e sensibilizzazione è stato inserito un nuovo articolo
l’articolo 8 bisCampagne di informazione nelle scuole – il quale prevede che la Regione, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, promuova campagne di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole circa i rischi e i danni derivanti dalla dipendenza da gioco.
L’articolo 13Controllo – assegna ai comuni le funzioni di vigilanza sull’osservanza dei divieti e degli obblighi previsti dagli articoli 4 e 7.
Alcune modifiche sono state apportate anche all’articolo 14Sanzioni. L’articolo, con le modifiche introdotte, risulta così riformulato.
Il comma 1 prevede, per coloro che non osservano i divieti di cui all’articolo 4, una sanzione amministrativa da euro 1.000 ad euro 5.000, nonché la chiusura dell’attività, ovvero la chiusura degli apparecchi per il gioco lecito mediante sigilli.
Il comma 1 bis prevede per il mancato assolvimento, nei tempi e con le modalità definiti dalla Giunta regionale, degli obblighi di cui all’articolo 6, commi 3 bis e 3 ter, a carico dei gestori e del personale ivi operante, la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 1.000 ad un massimo di euro 5.000 per ogni inosservanza. La sanzione amministrativa pecuniaria è accompagnata dalla diffida comunale nei confronti del gestore e del personale interessato a partecipare alla prima offerta formativa disponibile successiva all’accertamento della violazione.
Il comma 1 ter dispone che l’inosservanza della diffida comporta la chiusura temporanea dell’attività o l’apposizione di sigilli agli apparecchi per il gioco lecito fino all’assolvimento dell’obbligo formativo.
Il comma 2 prevede che i proventi delle sanzioni sono incamerati dai comuni per il 70 per cento, mentre il rimanente 30 per cento è versato alla Regione.
Nel comma 3 sono contenute le norme relative alla violazione delle disposizioni in materia di pubblicità, con il rinvio alle leggi nazionali in materia.
L’articolo 12 della legge, infine, provvede ad abrogare l’articolo 16 della legge del 2013 il quale prevedeva che i divieti posti dall’articolo 4 in tema di distanze non si applicavano alle sale da gioco ed agli spazi per il gioco in esercizio all’entrata in vigore della legge e fino alla scadenza del titolo abilitativo. Una sorta di salvaguardia che ora è stata cancellata.

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